4 novembre 2012

Gae Aulenti (1927 - 2012)

Gae(tana) Aulenti, "la signora dell'architettura", come l'ha definita La Repubblica o "la prima archistar italiana" secondo La Stampa, si è spenta nella sua casa milanese di Brera nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre 2012. 
Le due espressioni estremamente indovinate, ci dicono chiaramente chi era la Aulenti e che cosa ha rappresentato per l'architettura italiana, una donna architetto che è riuscita con le sue opere realizzate in Italia e all'estero a tenere alto il prestigio del nostro Paese, grazie alla sua cultura e alla sua capacità di far parte di un certo mondo, mi verrebbe da dire indipendentemente dalla qualità delle sue opere, forse non sempre così riuscite e apprezzate.
 

Qualche brano da una intervista a Repubblica del maggio 2011 ci aiuta a capirla meglio:
Oggi però non manca il respiro cosmopolita (si parla di Milano ndr). Quel che manca è la scuola italiana, e sappiamo il disastro. Rogers ci ripeteva spesso che il dovere di un architetto era di essere un intellettuale prima che un professionista. La buona architettura nasce dalla buona urbanistica. In quegli anni sono venute meno entrambe: il risultato immediato ha vinto sulla lunga scadenza. E l’architettura italiana ha cominciato a perdere prestigio nel mondo (prestigio che ancora oggi non ha riacquistato ndr). In che cosa si distingueva un architetto italiano? Dalla capacità di disegnare tutto, dal piccolo oggetto alla casa che deve ospitarlo. Un confronto con lo spazio che includeva urbanistica, architettura, design

La ricorda commosso sul Corriere il suo amico Gregotti, ripercorrendo più di sessant'anni di carriera e di amicizia: Gae Aulenti, addio
...Come dell'importanza delle tue opere per l'architettura europea in quanto significative per la nostra generazione di architetti e per quella nostra comune posizione di continuità critica nei confronti del movimento moderno e della messa in valore dei temi della storia e del contesto come fondamento di ogni creatività...
...La nostra amicizia, cara Gae, e la mia ammirazione per te e per il tuo lavoro si è sempre più consolidata negli ultimi anni, di fronte alla rottura postmoderna con la frequentazione di amici e di pochi architetti resistenti al vento della provvisorietà...
...L'ultima volta che ci siamo incontrati, pochi giorni fa, è stato in occasione delle nostre Medaglie d'oro alla Triennale di Milano, un premio forse proprio alla nostra amicizia e alla nostra comune resistenza alle difficoltà del mondo...

La notizia della morte è stata data dalla sua unica figlia, Giovanna. "Mia madre - ha detto  - era malata da tempo ma ha tenuto duro. Teneva molto al premio della Triennale, si è fatta forza e con entusiasmo ha partecipato a questa cerimonia. E' stata la sua ultima uscita". 
Mi aveva molto meravigliato la medaglia d'oro alla carriera a lei, a Gregotti e alla Cannizzo, vista l'evidente differenza generazionale (22 anni!), ma forse alla luce dei recenti fatti si capisce meglio. Un ringraziamento quindi alla Giuria per aver reso omaggio giusto in tempo alla Aulenti nella sua città di adozione. Che il premio alla Cannizzo invece abbia il significato di una sorta di successione, come a indicare la "nuova" signora dell'architettura italiana?