5 maggio 2014

crediti formativi

Come (spero) sapranno già tutti i miei colleghi architetti, dal 1 gennaio 2014 è partito il triennio della formazione continua, che obbliga gli architetti a collezionare 60 crediti in 3 anni, con un minimo di 10 all'anno. 

Si è scatenata quindi, almeno qui a Roma dove siamo 18000 (!!!), una corsa selvaggia per seguire quei (pochi) eventi gratuiti che garantiscono crediti formativi.
Io cerco comunque di vedere il lato positivo e, invece di indignarmi per questo obbligo, lo ritengo una buona possibiltà per tenersi più aggiornati, se non addirittura per avere più contatti con i colleghi.
Franco Purini, del comitato scientifico, ha giustamente sottolineato che l'esercizio della professione è il primo fondamento della formazione, ma il problema è capire bene cosa si intenda per professione, vista la deriva molto burocratica e poco progettuale che ha assunto oggi la figura dell'architetto in Italia.


Ci sono comunque due aspetti, legati in qualche modo ai crediti formativi, che mi sembrano particolarmente interessanti e che provocano inevitabilmente delle riflessioni sul futuro.
Il primo riguarda la rivoluzione della rete che ha già permesso a molti per esempio di seguire in diretta streaming dalla propria postazione alcuni eventi della Casa dell'Architettura. Sarà quindi breve il passo verso la possibilità di fare formazione anche con tempi più adattabili alle situazioni, avendo cioè a disposizione un filmato da vedere quando e come si vuole.
Il secondo è legato invece agli eventuali eventi formativi promossi dalle aziende del settore, che hanno provocato in alcuni reazioni di fastidio e di diffifdenza. Io ritengo che, se si mette in primo piano l'aspetto scientifico rispetto alla mera promozione del prodotto, possano essere piuttosto utili per conoscere meglio le tecnologie più importanti e innovative e i materiali disponibili sul mercato, facilitandone la conoscenza a tutti i professionisti, soprattutto vista l'importanza che hanno oggi le nuove tecnologie per l'architetto.  
Se penso poi ai sistemi BIM, che consentono di integrare in un unico modello architettura, strutture ed impianti e a quanto poco sono conosciuti e utilizzati qui da noi, mi rendo conto ancora di più di quanto sia fondamentale la formazione per la nostra professione.

Ecco il quesito riguardante i blog e i crediti formativi che ho posto allo sportello di consulenza online dell'Ordine di Roma, che giustamente per non farmi pubblicità non lo ha pubblicato tra le risposte alle domande più frequenti.

Sono ideatore e redattore di un blog che si chiama dov'è l'architettura italiana.
Gli articoli scritti sono strettamente legati all'architettura e alla professione e sono quindi una vera e propria attività di ricerca alternativa. Possono dare diritto a crediti formativi?
Grazie
Saluti

La pubblicazione di monografie, articoli, saggi, danno diritto all'acquisizione di 1 cfp per ogni articolo, monografia o pubblicazione, con il limite massimo di 5 cfp annuali.
Entro il mese di febbraio di ogni anno (a partire da febbraio 2015) ciascun iscritto compila, in forma cartacea o telematica online, un formulario rilasciato dall’Ordine territoriale e predisposto dal CNAPPC (tramite piattaforma MOODLE), esplicativo del percorso formativo seguito nell’anno precedente, indicando gli eventi formativi seguiti e le attività formative svolte. Al termine di ogni
triennio l’iscritto autocertifica l’attività di formazione effettivamente svolta. Il Consiglio dell’Ordine può eseguire controlli di conformità entro il termine di cinque anni dalla data di svolgimento delle attività di formazione.