17 febbraio 2021

Palazzine in cerca d'autore - Quartiere Trieste II

 

 Via Nomentana

Moderno con pietra

L'elegante disegno di questa facciata su via Nomentana con le variazioni di pieni e vuoti verticali, i parapetti sagomati con parti in muratura e parti in vetro non allineate e i rivestimenti in pietra mista, mi ha ricordato il linguaggio di alcune opere di Monaco e Luccichenti, quindi sarà di qualche loro ammiratore. 

 

Via Tripoli

Vetrate
 

Si è sempre detto che Roma è prevalentemente una città di palazzine ma non è vero che questo uniforma l'ambiente urbano. Basta osservare il quartiere Trieste per averne la prova, sia dal punto di vista architettonico che abitativo. Proprio questa varietà mi ha spinto a dividere il quartere in due parti: la prima è la zona sud, forse meno densa, fino a piazza Annibaliano, la seconda più intensiva e commerciale fino al fiume Aniene.


 Via Mogadiscio

Curve

L'angolo di questa palazzina che si trova propria sul primo tratto in salita, è ben visibile da via Tripoli e si fa notare per delle forme curve, quasi portoghesiane, che animano un impianto altrimenti rettangolare e piuttosto regolare.

 

Viale Libia

Angolo aperto

Questo intensivo che affaccia su piazza Sant'Emerenziana, oltre ad un ordinato minimalismo animato da angoli quasi espressionisti, vanta un paio di motivi di interesse: il primo è di essere stato immortalato negli anni '80 da Thomas Struth, famoso fotografo della scuola di Düsseldorf, il secondo perchè al mattino il telaio di copertura del noto intensivo anni '50 di Ugo Luccichenti che si trova di fronte fa ombra sul suo prospetto.

Intensivo dolce

Ugo Luccichenti, Intensivo, 1953


 Via Selci in Sabina

Ho fotografato questa palazzina mesi fa perchè mi aveva colpito molto la bellezza del disegno dei prospetti e della copertura, quasi certo che fosse di un bravo progettista ma che non si sarebbe saputo chi fosse. Invece quando ieri l'ho pubblicata su Instagram e Facebook, mi hanno detto che è di Ugo Luccichenti, risale al 1955 ed era nel programma di Open House del 2016.

Pensiline
 

Via Orvinio

Paolo Russo, Villino, 1972

Telaio


 
Dettagli

 

Via Casperia

Villino con abside

Costruito prevalentemente tra gli anni '20 e '70 del Novecento, il quartiere presenta linguaggi architettonici diversi, che vanno dall'eclettico al barocchetto e dal razionalismo e post-razionalismo all'organico. Questo villino immerso nel verde e in un'atmosfera quasi suburbana, si trova a due passi dall'arteria commerciale, piena di edifici intensivi, che attraversa il quartiere.

 

Via Rocca Sinibalda

G.Gandolfi, palazzina, '50-'60
   

Nel cosiddetto quartiere africano convivono due scale urbane molto diverse a distanza ravvicinata. Il tracciato di viale Libia-viale Eritrea infatti è più basso rispetto alle strade parallele, come questa, per cui gli intensivi di 6-7-8-9 piani spesso arrivano alla stessa altezza di villini e palazzine intorno.


Paolo Russo, Villino, 1957

Piazza Palombara Sabina

Apparentemente gemelli

Trovo piuttosto interessante l'architettura dal sapore moderno di questi due villini collegati attraverso un ponte vetrato, nonostante le numerose superfetazioni che, come in molti altri casi, rendono più difficile apprezzarli.

 

 


 

Via di Tor Fiorenza

 

Architettura e natura 

 

Ing. Franco Tamburini/arch. Mauro Archini, Edificio residenziale, Roma 1977. 

La superficie esterna è egualmente caratterizzata dal rivestimento in pannelli di calcestruzzo a rigature scolpite, prefabbricati e fissati alle strutture.

 

Stile americano



 Via Mascagni

Scomposizione
 
Via Mascagni è una bella strada in posizione dominante e la facciata di questa palazzina si vede benissimo dalla ciclabile dell'Aniene; riconoscendola giorni fa ho avuto l'impressione che fosse una specie di composizione artistica astratta ma funzionale e geometricamente inquadrata.
 

     Un'altra scoperta estremamente interessante riguarda il fatto che, nonostante sia considerato a ragione un quartiere borghese, la sua densità abitativa è superiore a quartieri notoriamente più popolari come il Prenestino-Labicano o il Tuscolano ma inferiore al Salario più centrale ma molto più piccolo.




 
 
 

Gli edifici moderni più noti del quartiere Trieste oggi  sono quelli del Coppedè, dal nome dell'autore di molte delle architetture in stile eclettico-floreale, Gino Coppedè ed è quasi impossibile passare da piazza Mincio senza vedere qualcuno che scatti foto, ma fino a dieci o quindici anni fa non era così famoso. 

Chissà che non succeda un giorno anche alle architetture residenziali di metà Novecento, per tanti anni ignorate se non disprezzate, che sto fotografando già da tempo e adesso ho deciso di raccogliere in vari post divisi per quartieri; il Trieste è solo il primo della serie...

 

Torna alla parte I...

 

 

 
 

Nessun commento:

Posta un commento