14 aprile 2014

Quanto pesa il suo edificio, Mr Foster?

E' una domanda che Richard Buckminster Fuller fece a Norman Foster quando i due architetti collaboravano negli ultimi 12 anni della vita di Fuller, come ha raccontato recentemente Foster.

Il film-documentario anglo-spagnolo del 2010, che il canale tv Laeffe sta riproponendo in questi giorni in occasione del Salone del Mobile di Milano, evidentemente un breve periodo in cui le persone si "ricordano" dell'esistenza del design, dell'architettura e degli architetti, racconta la vita e la brillante carriera dell'architetto inglese.

Dalla bacheca facebook di Laeffetv

23 marzo 2014

san saba


Il quartiere di San Saba, realizzato a ridosso delle Mura Aureliane tra il 1906 e il 1923 in tre diverse fasi, è considerato il primo vero e proprio quartiere costruito a Roma dall’Istituto Case Popolari (l'ICP poi divenuto IACP e oggi ATER) e senza dubbio uno dei più riusciti. 

Veduta zenitale del quartiere di San Saba (google maps)




5 marzo 2014

ritorno alla città

... È corsa infatti in questi ultimi anni questa bizzarra teoria, non solo a Firenze ma anche a Milano o a Roma, che debbano essere gli imprenditori edilizi a progettare i nuovi quartieri della città, un compito invece da mille anni tra quelli fondamentali dell’amministrazione pubblica, orgogliosa manifestazione della civitas... 
Sono stato per dieci anni il direttore della rivista ‘Urbanistica’, sono stato per cinque o sei anni direttore del dipartimento di Urbanistica della Facoltà di Architettura di Venezia, ho tenuto ovviamente in tutto questo periodo un corso di“urbanistica”. Ma, quando avevo quasi cinquant’anni, mi sono chiesto se tutte le cose che insegnavo, sostanzialmente tutte le regole disciplinari che la maggior parte di voi ha studiato in tutte le facoltà italiane, fossero vere...
Il nocciolo della riflessione che sono stato costretto a fare venticinque anni fa è che voi non potete progettare una città soddisfacendo solo delle sue funzioni immediate, perché le funzioni dureranno meno dei suoi muri: la consistenza materiale di una città durerà molto più a lungo di qualsiasi funzione per la quale l’abbiate progettata, sicché, dopo un po’, decadrà e diventerà un campo di rovine, di manufatti cioè privi del loro scopo originario...

Marco Romano: COME PROGETTARE UNA CITTÀ: TEORIA E PRATICA 
(intervento al convegno RITORNO ALLA CITTÀ - Rigenerazione urbana nelle città storiche ed europee: ipotesi a confronto,  Firenze Palazzo vecchio – settembre 2009)

Veduta zenitale del centro di Firenze (google maps)

25 febbraio 2014

quello che non ho

Mi piace molto intitolare un post del mio blog di architettura (e non solo...) come la canzone di un grande come De Andrè. Devo dire che si adatta bene, anche se si tratta del contrario di un plurale maiestatis (non so come si dice), perchè quello che non ho si riferisce in realtà a quello che (quasi?) tutti noi italiani non abbiamo. 
L'idea mi è venuta grazie ad un album di Europaconcorsi in cui si possono vedere moltissimi interventi di sistemazione di percorsi pedonali e ciclabili in ambiti cittadini ed extrurbani in giro per l'Europa e per il mondo. 

La prima cosa che mi è venuta in mente è stata che potevano servire come idee per gli amministratori capitolini, perchè ho la sensazione che da un po' di anni manchino, eppure in giro per l'Europa e per il mondo si fanno talmente tante cose che basterebbe copiarle.

14 febbraio 2014

la bellezza del progetto



Quando affronto un problema non penso mai alla bellezza, penso a come risolverlo. Ma terminato il lavoro, se la soluzione alla quale sono giunto non è bella sono sicuro di essermi sbagliato       [R. Buckminster Fuller]