20 aprile 2013

centralità bufalotta

Bufalottà è una delle centralità metropolitane del "nuovo" PRG di Roma, quello approvato nel 2008, dopo un lungo e travagliato percorso iniziato nel 1995.
Le Centralità metropolitane e urbane sono finalizzate alla nuova organizzazione multipolare del territorio metropolitano, attraverso una forte caratterizzazione funzionale e morfotipologica, una concentrazione di funzioni di livello urbano e metropolitano, nonché una stretta connessione con le reti di comunicazione e il contesto locale.
Si tratta del tentativo di creare, attraverso nuovi poli, una città meno legata al suo centro, economico, politico e culturale, quindi più diversificata e meglio distribuita nel territorio.
La vicenda di Bufalotta, ormai nota come Porta di Roma, è un po' particolare perchè la realizzazione è iniziata prima dell'approvazione del nuovo piano, soprattutto nella parte commerciale con l'Ikea a fare da apripista, ma la rete pubblica dei trasporti su ferro, così come le funzioni diverse dal commercio e dalla residenza, che dovrebbero caratterizzare le centralità, sono in ritardo e stentano ad arrivare.
Il progetto urbanistico c'è, sembra rispettato e deriva dal PRG; si tratta insomma di un'operazione che rientra nella legalità, "figlia" della pianificazione urbanistica e comprende anche un parco verde urbano piuttosto ampio, il Parco delle Sabine di 150 ettari, che rappresenta un buon compromesso per la vivibilità del quartiere. Quasi tutte le residenze hanno un affaccio e una vista molto ampia sul parco che le circonda.
Oltre al fatto che esiste un progetto urbanistico firmato da uno studio importante, Valle Architetti Associati di Udine, bisogna aggiungere che la qualità architettonica del complesso, soprattutto nel centro commerciale (sempre di Valle), nella torre (ancora Valle) e in alcune residenze, è decisamente superiore al livello medio prodotto nella città.
Il grande centro commerciale, oltre a presentare un profilo movimentato estremamente riuscito con lo "zoccolo" color terra a fare da base ai volumi superiori rivestiti con materiali più leggeri e contemporanei, ha uno sviluppo planimetrico riuscito e si distingue per un linguaggio architettonico interessante, in cui trovano spazio anche belle prese di luce dall'alto.

Le considerazioni positive fatte non impediscono però di osservare quanto sia "impalpabile" la città e quanto sia difficile dire: mi trovo in una città, anche se in area periferica e poco densa.
Dov'è la città o l'idea di città? 
Qual'è, se c'è, l'idea dietro questa piccola città?
Come si fa a conciliare l'applicazione degli standard urbanistici con l'idea di città? 
E' possibile costruire una città senza rinunciare a tutte le giuste conquiste dell'urbanistica moderna, come l'ampiezza delle strade, i distacchi tra le costruzioni, la luce e l'aria?