24 maggio 2017

In bici fin sul Campidoglio

Roma è sempre alla ribalta della cronaca per essere poco virtuosa, ma la sua bellezza accumulata nei secoli è difficile da eguagliare e anche non abitando proprio al centro è possibile salire su una bici e arrivare fino al Campidoglio senza grandissima fatica.

In bici sul Campidoglio vista Foro Romano

Ecco un itinerario tra i tanti possibili - spero di raccontarne altri - che da Conca d'Oro, nuovo nodo di scambio e stazione metro a nord-est del centro, conduce fino al Campidoglio permettendo di ammirare moltissime bellezze architettoniche e paesaggistiche della Capitale
Importantissimo per capire almeno un paio di cose: la prima è che a Roma in bici si può andare quasi dappertutto a dispetto dei sette colli, basta stare molto attenti ai veicoli a motore, la seconda che Roma non è solo il suo pur grande e meraviglioso centro storico.

Il primo tratto è il Ponte delle Valli, un viadotto automobilistico che collega la zona di Monte Sacro con il quartiere "africano" superando Aniene, ferrovia e Tangenziale.
Ugo Luccichenti: Edificio in Viale Libia
Percorrendo Viale Libia, strada commerciale infossata non particolarmente interessante dal punto di vista architettonico con edifici residenziali intensivi tra i sette e gli otto piani, basterà dare un'occhiata sulla sinistra prima di arrivare a Piazza Sant'Emerenziana all'edificio di Ugo Luccichenti che si distingue per i colori, per lo sfalsamento degli appartamenti a seguire la scala vetrata in facciata, per la facciata non allineata e per il ricorso alle persiane esterne scorrevoli

Superata la piazza si prosegue curvando a sinistra su Viale Eritrea con lo stesso paesaggio urbano, fino ad arrivare a Piazza Annibaliano dove la visuale si apre a sinistra sullo splendido complesso monumentale di Sant'Agnese fuori le mura con il Mausoleo di Santa Costanza, la basilica onoriana, i resti di quella costantiniana e le catacombe.

Basilica costantiniana di S. Agnese
Da notare un isolato sulla destra prima di arrivare sulla piazza con un complesso residenziale del primo novecento di chiara impronta "classicista" in cui con grande sapienza si sono differenziati i piani con uno schema di facciata piramidale ripetuto, che alleggerisce l'effetto barriera che avrebbe avuto un fronte continuo di otto piani. Difficilmente troverete questo edificio nelle guide all'architetura di Roma, ma rappresenta un ottimo esempio di intensivo con qualità urbana, rappresentazione perfetta di quel tentativo novecentesco di spargere in tutta la città frammenti di bellezza attraverso l'eclettismo classicheggiante banalmente definito barocchetto.
Complesso residenziale in Viale Eritrea
Si percorre la salita che costeggia Santa Costanza fino ad arrivare all'omonima piazza oggi ridotta ad un indecente parcheggio, poi si gira a sinistra e si incrocia la Nomentana per immettersi su Viale XXI Aprile. Qui vale la pena sbirciare sulla destra per ammirare le propaggini di una elegante zona di villini e palazzine del primo novecento tra via Marchi e lo sbocco di Via de Rossi. Poi si prosegue verso piazza Bologna con a destra il muro di cinta della splendida Villa Massimo e a sinistra il complesso novecentesco della caserma Piave, opera eclettica di Foschini.
A piazza Bologna sul lato destro c'è l'edificio delle poste di Ridolfi e Frankl, quasi un'icona dell'architettura italiana del XX secolo con la facciata curva, la foto di sfondo del blog.

Dettaglio facciata edificio Poste di piazza Bologna

Si prosegue per via Ravenna poi via Catanzaro in un ambiente urbano caratterizzato da palazzine del primo novecento fino ad incrociare l'asse via Catania-via Bari per proseguire su via Forlì, zona di villini e case a schiera basse. Arrivati a Viale Regina Elena ci si trova sulla destra un interessante complesso moderno di uffici e negozi, si svolta a sinistra e più avanti a destra si prende viale dell'Univesità costeggiando sempre il grande complesso del Policlinico di cui si possono ammirare i bei padiglioni classicheggiantei del Podesti.

Giulio Podesti: Padiglione del Policlinico
Si svolta a sinistra per raggiungere Piazzale Aldo Moro dovè c'è l'ingresso monumentale con propilei alla Città Universitaria. Da lì si prosegue per via dei Marrucini attraversando il quartiere studentesco di San Lorenzo fino a via dello Scalo di San Lorenzo che dopo aver sottopassato la ferrovia ci conduce alla meravigliosa Porta Maggiore. Lo spazio è talmente grande da neutralizzare anche l'immensità delle strutture romane che lontane dagli edifici residenziali intensivi presenti sul perimetro sembrano quasi dei modellini fino a quando non ci si avvicina. 
Ci vorrebbe un post dedicato per parlare della bellezza colpevolmente soffocata e degradata di questo spazio e dei dintorni residenziali tra via Statilia e via Giolitti in cui possiamo ammirare bei villini e complessi abitativi del primo Novecento romano.

Edificio novecentesco a piazza di Porta Maggiore
Tappa successiva è piazza San Giovanni dal nome dell'omonima basilica oggi preceduta dall'elegante facciata neoclassica sormontata da statue così alte da renderla visibile e facilmente riconoscibile nel cielo romano. Una delle vedute più suggestive della facciata è sicuramente quella dall'ex Anfiteatro Castrense, oggi orto monastico di S.Croce in Gerusalemme
L'ambiente urbano è ampio e ricco di emergenze architettoniche, ma noi ci immettiamo su una delle vie più piccole ma più importanti, quella via di S.Giovanni che storicamente collegava la basilica con il Colosseo e raggiungiamo in breve tempo l'antichissimo complesso dei SS Quattro Coronati, senza dubbio uno dei luoghi più suggestivi e meno conosciuti di Roma.

Cortile della basilica dei Ss. Quattro Coronati

Proseguendo su via dei SS Quattro Coronati si arriva ad incrociare via Celimontana che prendiamo girando a sinistra e raggiungendo la cima del Celio. Passiamo poi sotto l'Arco di Dolabella che ci troviamo sulla destra e proseguiamo per via di S.Paolo della Croce che sviluppandosi tra due muri di cinta, a destra quello del complesso conventuale dei Passionisti e a sinistra quello di Villa Celimontana, ci conduce ai Santi Giovanni e Paolo.
Il Clivo di Scauro, ben noto per le Case del Celio e per gli archi rampanti della chiesa che lo sovrastano, scende fino a piazza di San Gregorio su cui affaccia la chiesa omonima e un complesso architettonico molto interessante composto da tre piccoli edifici religiosi, gli Oratori di Santa Barbara e di santa Silvia con al centro la chiesa di Sant'Andrea, disposti uno accanto all'altro per creare un evidente effetto scenografico barocco.

La basilica dei Ss.Giovanni e Paolo al Celio
Possiamo prendere facilmente via dei Cerchi, tra il Circo Massimo e le pendici del Palatino, proseguire fino a imboccare via di San Giovanni Decollato e raggiungere piazza della Consolazione, da dove parte la bellissima e faticosa salita del Monte Tarpeo che conduce sul Campidoglio. Qui si può riprendere fiato con una delle viste più belle che può offrire la città, quella sui Fori e anche se stanchi non si potrà rimpiangere di aver pedalato fino a lì.