21 febbraio 2012

madeinitaly

Ho scelto di trasformarlo in una parola unica, non solo perchè è più "trendy", ma anche e soprattutto perchè rende bene l'idea del passaggio da un'informazione sulla fabbricazione (ormai scalzata da made in china o made in india), ad un vero e proprio slogan al servizio di un  fenomeno mondiale, ormai da anni sinonimo di qualità, creatività, gusto e quindi anche di gradimento e successo internazionale.
Il madeinitaly è tutto questo, ma se dovessi identificarlo con qualcosa non avrei grossi dubbi nel sintetizzarlo in tre "categorie": design, moda e cucina.
L'italia si è sempre distinta in questi tre campi, soprattutto grazie alla capacità di produrre attraverso la creatività, oggetti/capi/piatti carichi di semplicità
Non c'è niente di più difficile da ottenere e quindi da imitare
Questo rende il madeinitaly unico.

Non a caso alcuni architetti italiani contemporanei, oggi molto quotati, vengono proprio dal mondo del design, da cui hanno imparato il gusto dell'essenziale.
Proprio quello che manca a molta della nostra architettura contemporanea!
Si potrebbe forse ripartire da qui?

A proposito dell'Italia e delle sue eccellenze, mi è tornata in mente "L'Italia in Croce", installazione che Gaetano Pesce, artista-designer-architetto italiano a Manhattan, ha presentato lo scorso aprile alla Triennale di Milano.

Il mio obiettivo è sollevare un dibattito, un confronto sui nostri problemi reali che coinvolga le persone "sane" e lasci a casa chi parla e basta: conformisti, moralisti, vecchi combattenti di partito, che con il loro egoismo e la loro immobilità hanno messo, appunto, l'Italia in croce...
La mia installazione è un invito a riflettere, a pregare perché l'Italia migliori... 
Troppa energia se ne va in inutili tafferugli verbali. Dovremmo ripensare al nostro passato, e non in senso nostalgico!, ma per prendere esempio da un'Italia che realizzava grandi lavori, che godeva di alto prestigio e quindi di notevoli vantaggi economici...
Ma perché un'Italia scarnificata?
Perché soffre. Come il corpo di Cristo. Non a caso ho usato per creare lo stampo veri pezzi di carne che ora, nell'installazione, sono stati sostituiti da resina. È un'immagine forte, lo so...
...un'occasione per "ridisegnare" il Paese... 
A patto di guardare agli altri con più ottimismo e stima. Perché quando si crede nelle persone, le persone danno il meglio di sé.

Un riassunto della bella intervista rilasciata da Gaetano Pesce al Corriere, che rende benissimo l'idea alla base di quest'opera così provocatoria, ma anche così potente ed efficace nel trasmettere un messaggio di grande importanza.
Credo proprio che sia stata una delle molle che mi hanno spinto a scrivere questo blog.
Chissà se lo dobbiamo ringraziare...