15 ottobre 2012

città e spazio aperto

...Una delle più rilevanti differenze tra la città del passato e la città contemporanea sta nei rispettivi rapporti di copertura; un punto che è stato costantemente messo in luce dagli urbanisti del secolo XX...
...Chiunque metta oggi a confronto la mappa di una parte di città costruita nel XX secolo, con quella di una parte di città ottocentesca o di epoche precedenti non può che notare la radicale differenza tra i rapporti di copertura conseguente a un'imponente espansione, nella città del XX secolo, dello spazio aperto...
...Ma entro uno spazio più dilatato il singolo oggetto architettonico ha assunto un'autonomia tecnica e formale che gli era prima sconosciuta; una libertà che ha distrutto grammatiche e sintassi, gerarchie e ordini precedenti; che, in particolare, si è opposta all'unificazione linguistica della città ottocentesca (Kaufmann, 1933)... (Bernardo Secchi, Prima lezione di urbanistica, 2000 - Cap. V Città moderna e città contemporanea)




Si dice che se nella città storica la percentuale dei vuoti è nell'ordine del 30-40%, in quella contemporanea si raggiungono addirittura punte del 95%
Questi due ordini di grandezze ci dicono moltissimo sui problemi di identità propri della città contemporanea e di quella che, sempre più genericamente, definiamo periferia, che poi altro non è che una corona più o meno estesa che circonda la città consolidata. 

La necessità di lavorare sul rapporto tra le parti e sul tentativo di dare funzioni e identità a questo insieme enorme di "spazi aperti" è la vera sfida che si trova ad affrontare oggi la città, considerando che a questi vuoti progettuali creati e voluti dall'urbanistica moderna (le corbusier e i pilotis), si aggiungono e continueranno ad aggiungersi con il passare del tempo, quelli creati dalle grandi dismissioni di aree anche centrali che hanno perso la loro funzione originaria.