21 febbraio 2013

fiorentino e il corviale

Il documento video Corviale un edificio romano messo a disposizione già mesi fa da Salvatore D'Agostino sul suo interessantissimo blog Wilfing Architettura è estremamente prezioso, perchè racconta, con la voce del protagonista, la storia del progetto di un edificio-quartiere simbolo di un certo modo di fare la città, molto utilizzato a Roma come altrove, durante un lungo periodo di tempo nella seconda metà del secolo scorso.
Evidentemente Mario Fiorentino è stato uno dei personaggi di punta del mondo architettonico italiano del XX secolo, anche se con i suoi limiti e i suoi errori, ma mi sembra discutibile oggi scagliarsi contro di lui e contro gli altri protagonisti di quella stagione, come se fossero gli unici colpevoli del fallimento di certe politiche urbanistiche. A parte l'evidenza del degrado dei quartieri che hanno realizzato, non si può dire che oggi sia così evidente qual'è il modello di città "giusta", a parte i meravigliosi centri storici italiani che alcuni vorrebbero ricopiare, soprattutto perchè quasi nessuno se ne occupa più delle città e vediamo bene sulla nostra pelle cosa sono diventate negli ultimi trent'anni di disinteresse.
Sicuramente però il riferimento così colto che fa l'architetto ai grandi interventi "fuori scala" presenti nella tradizione romana, rappresenta una teoria piuttosto affascinante quanto discutibile, dal momento che nessuno di quelli citati era un complesso residenziale. 

Mario Fiorentino. Architetto italiano (Roma 1918 - ivi 1982). Collaboratore di M. Ridolfi nell'immediato dopoguerra, operò nell'ambito della corrente di orientamento organico e contribuì alla stesura del Manuale dell'architetto (1946). Opere principali a Roma: Fosse ardeatine (1944-51, in collab.); unità residenziale Unrra-Casas, piazza Urbania, San Basilio (1951-54); case torri di viale Etiopia (1957-60); Città giudiziaria (progetto vincitore ex-aequo, 1959); complesso IACP di Corviale (arch. coordinatore, 1974-81). Inoltre: quartiere di risanamento ai Sassi di Matera (1954, in collab.); quartiere sperimentale a Sassari (1959, in collab.), ecc. (Mario Fiorentino, voce enciclopedia Treccani)
Nella sua esperienza professionale, che si sviluppò all'interno del dibattito sull'architettura e sulla crescita della città in Italia nel secondo dopoguerra, ed in particolare di Roma, si individuano chiaramente tre fasi.[…]
Il primo periodo di tirocinio ed esordio nel panorama dell'Italia della ricostruzione, vide il F. impegnato sul fronte culturale con l'adesione all'Associazione per l'architettura organica (APAO), fondata da B. Zevi nel 1945 […]
Il secondo periodo della vita professionale del F. va dal 1961 al 1973, quando fu autore del piano regolatore di Roma (1962), con P.M. Lugli, L. Passarelli, L. Piccinato, M. Valori. […]
Il terzo periodo, che va dal 1973 all'80  […] fu quasi interamente dedicato alla progettazione e realizzazione dell'insediamento dell'Istituto autonomo per le case popolari a Corviale, lungo la via Portuense a Roma. […] (Mario Fiorentino dal Dizionario biografico Treccani).

Più che mai alla ribalta delle cronache, il Corviale ha compiuto 40 anni, celebrati da Pullara sul Corriere della Sera ed è stato oggetto mesi fa di un incontro-dibattito a suggellare la firma di un protocollo di intesa tra il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Roma Capitale e l'Università di Roma La Sapienza, per la promozione e la ricerca, nato soprattutto con l'intento di proteggerlo dalle numerose proposte di demolizione.