20 aprile 2012

american academy in rome

english text below


L’Accademia Americana di Roma, insieme al CONI, ha organizzato qualche giorno fa una giornata di studi intitolata "Luigi Moretti Al Foro Mussolini (poi Italico)".  
Architetto capo del Foro italico dal 1933, successe a Enrico del Debbio che lo era stato dal 1927, e per otto anni fino al 1941, Moretti ha lavorato a tutte le scale per completare questo importante complesso sportivo, realizzando la famosissima e bellissima Casa delle Armi o Accademia della Scherma, oggi molto degradata e in restauro come futuro Museo dello Sport, la palestra del Duce (nella foto sopra la scala) e il Piazzale dell’Impero (!).


Luigi Moretti e il Foro Italico sono senza dubbio tra le cose migliori che abbia prodotto la città di Roma in epoca moderna. Probabilmente Moretti è l’architetto italiano più completo e di talento del XX secolo; non a caso il MAXXI Architettura ha aperto nel 2010 con una mostra dedicata a lui e continuano a uscire studi e monografie. Esistono due archivi molto importanti: uno presso l’Archivio Centrale dello Stato, l’altro proprietà dell’architetto Tommaso Magnifico, suo nipote. Da alcuni anni insomma assistiamo a una riscoperta dell’architetto, accompagnata da molte voci polemiche, soprattutto nei confronti del MAXXI e dell'esposizione. Io trovo che, a parte le incompletezze o gli errori che tutti possiamo commettere, va dato il merito agli organizzatori di aver contribuito a far conoscere meglio al grande pubblico, un architetto piuttosto snobbato per molti anni dalla cultura ufficiale e dall’Università, almeno fino a ieri. Sarei curioso di sapere dov’erano tutti questi scandalizzati ammiratori di Moretti, quando nelle facoltà di Architettura si prendevano come modelli per la progettazione Rossi, Botta, Ungers, Stirling e compagnia e non mi risulta che Roma fosse piena di esposizioni su di lui.

Ha costruito molto a Roma, la sua città, ma anche a Milano, a Montreal e a Washington.
Ha lavorato durante e per il Fascismo, è sua la ex GIL a Trastevere recentemente restaurata e restituita alla città, ma dopo anche per lo Stato in occasione delle Olimpiadi del 1960, realizzando il Villaggio Olimpico e poi il quartiere di Decima. Molti sono stati poi gli incarichi privati, dalle palazzine romane alle ville a Santa Marinella, fino alle terme di Fiuggi.
Ha fondato e diretto una rivista Spazio, occupandosi di Arte e Architettura.


Il suo lavoro è stato sempre a stretto contatto con gli artisti, fra tutti Gino Severini e Achille Capizzano. Sono intervenuti a testimoniarlo i figli dei due artisti, Romana Severini Brunori e Giuseppe Capizzano. Severini viveva a Parigi e lavorava poco in Italia, ma con Moretti ha sempre mantenuto i contatti, collaborando spesso anche con la rivista e firmando la palestra del Duce. Il figlio di Capizzano, rimasto orfano del padre a 14 anni, al quale Moretti ha pagato gli studi e fatto da testimone al matrimonio, ha raccontato della stretta collaborazione tra i due, sempre intenti a disegnare e dello studio a Via Panisperna, insieme a Mafai e ad altri artisti romani dell'epoca.

Ha amato molto la vita, a quanto dicono quelli che lo definiscono un “gaudente” e come ci racconta Portoghesi nel suo bel libro sugli architetti del Novecento: Moretti era decisamente obeso. Poi aggiunge: Non tutta la ricchezza e la complessità del personaggio appare nella sua opera di architetto; lo distoglieva dal pieno impegno nella professione la passione per la vita...

Il sogno americano? Forse fare il borsista all’Accademia di Roma. Sei al Gianicolo, a due passi da Piazza Garibaldi e da San Pietro in Montorio, con i loro splendidi panorami sulla città. 
Con qualche passo in più arrivi anche a Trastevere e se proprio non hai voglia di camminare, c’è un gran bel giardino privato sul retro. Se siete curiosi tenete d’occhio il sito, perché a fine maggio aprono al pubblico gli studi dei borsisti.



english version 


The American Academy in Rome, along with CONI, the Olympic Italian Committee, has organized a study day entitled "Luigi Moretti Al Foro Mussolini (poi Italico)" a few days ago.
Chief architect of the Foro Italico since 1933, standing in for Enrico del Debbio, who had been in charge since 1927, Moretti has been working for eight years until 1941 at all the scales to complete this important sports complex, producing the famous and beautiful Casa delle Armi or Accademia della Scherma, today highly degraded and undergoing renovations to become the Museum of Sport, The gym for the Dux and the Empire Square (!).

Luigi Moretti and the Foro Italico are undoubtedly among the best things that the city of Rome produced in modern times. Probably he’s the most complete and talented Italian architect of the twentieth century;  not surprisingly MAXXI Architecture opened in 2010 with an exhibition dedicated to Moretti and studies and monographs on him continue to go out. There are two very important files: one at the Central State Archive, the other properties of the architect Thomas Magnificent, his nephew. For a few short years we are witnessing a rediscovery of the architect, accompanied by many polemics voices, especially against the MAXXI and his exhibition. I think that, apart from the incompleteness or errors that we all can make, it was greatly to his credit that he contributed to make known to the general public, an architect for many years shunned by the official culture and the university, at least until yesterday. I wonder where all these outraged fans of Moretti were, when in the Faculty of Architecture people were taking as models for designing Rossi, Botta, Ungers, Stirling and company and I am not aware that Rome was filled with exhibits on him.

He built a lot in Rome, his city, but as well in Milan, Montreal and Washington. He worked during and for fascism, he’s the designer of the ex GIL in Trastevere recently restored and returned to the city, but later also for the State during the 1960 Olympic Games, carrying the Villaggio Olimpico and Decima district. He had many private commitions, from Roman palazzinas (block of flats) to villas in Santa Marinella, until the main entrance to the baths of Fiuggi. He founded and edited a magazine called Spazio, focusing both on Art and Architecture.

His work was always in close contact with the artists, most of all Gino Severini and Achille Capizzano. Romana Severini Brunori e Giuseppe Capizzano, the sons of the two artists, came to give testimony of that. Severini has been living in Paris and he worked not too much in Italy, but with Moretti has always kept in touch, often collaborating with the magazine and signing the gym of the Duce. The son of Capizzano, left fatherless at age 14, to which Moretti has paid his studies and made by a witness at the wedding, told about the close collaboration between them, always busy drawing and about Via Panisperna practise, along with Mafai and other Roman artists of that time.

He loved a lot life, say those who call him a "pleasure-seeker" and the architect Paolo Portughesi tells us in his beautiful book on the architects of the twentieth century: Moretti was very obese. He adds: Not all the richness and complexity of the character appears in his work of architect; passion for life distracted him from full engagement in the profession...

The American Dream? Perhaps is to have a scholarship in the Academy of Rome. You’re in the heart of Gianicolo, very close to Piazza Garibaldi and San Pietro in Montorio, with their splendid views over the city.
With a few more steps you can also reach Trastevere and if you do not feel like walking, you have a very beatiful rear garden. If you're curious, keep an eye on the site, because at the end of May they open to the public the studios.