5 luglio 2012

medaglia d'oro all'architettura italiana

La Triennale di Milano con Il MiBAC e il MADE bandiscono questo premio che punta alla promozione dell'architettura italiana contemporanea, giunto alla quarta edizione: 
Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana IV edizione
Sicuramente un'iniziativa lodevole da promuovere e potenziare con tutti i mezzi a disposizione.
Medaglia d’oro all’architettura italiana su abitare
Sarebbe un'ottima cosa se la mostra dei progetti finalisti dopo Milano girasse anche un po' per le altre città d'Italia per dimostrare che anche da noi si può fare un'architettura di qualità, anche se con grande fatica e che esistono molti architetti e committenti bravi che lavorano in silenzio nel baccano generale. In fondo non sarebbe complicato organizzare una mostra itinerante con il materiale già pronto e tre anni a disposizione...



La giuria riunitasi il mese scorso, oltre a scegliere la rosa dei finalisti che saranno decretati il prossimo ottobre, ha deciso di assegnare tre Medaglie d'Oro alla Carriera a Gae Aulenti, Maria Giuseppina Grasso Cannizzo e Vittorio Gregotti
Gae Aulenti e Vittorio Gregotti sono nati entrambi nel 1927, sono nel loro 85esimo anno di età, quindi complimenti per il premio, riconoscimento ad un pezzo dell'architettura italiana, che però si avvia senz'altro a fine carriera. La Cannizzo invece ha circa vent'anni in meno, è proprio di un'altra epoca, cosa più che mai evidente dal linguaggio architettonico. 
Ho già parlato di lei e dimostrato il mio apprezzamento in uno dei pezzi più letti di questo blog: sicilia contemporanea 
La sua ultima opera, la torre di controllo del Porto di Marina di Ragusa, è un esempio perfetto allo stesso tempo della sua bravura e della sua contemporaneità. Del resto, pur non essendo una ragazzina, ha più o meno l'età di Zaha Hadid, che è considerata da tutti un'architetto affermato si, ma ancora nel pieno della carriera. 
Dopo il piacere di leggere il suo nome quindi, mi sono chiesto da dove fosse nato questo bizzarro assortimento. Limitiamoci a registrare con soddisfazione questo importante premio alla Cannizzo, che probabilmente non ha mai ricevuto prima d'ora riconoscimenti adeguati alla sua bravura, anche se sembra quasi un premio di fine carriera...
Maria Giuseppina Grasso Cannizzo su europaconcorsi 

Un'altra curiosità sul premio, come detto alla quarta edizione, riguarda i vincitori delle passate edizioni; Umberto Riva nel 2003, Renzo Piano  nel 2006 e Fuksas nel 2009. Scelte ineccepibili, visto che si tratta dei due architetti contemporanei italiani più rappresentativi e di uno che è forse l'ultimo dei grandi del Novecento, anche se non è noto come Gregotti e la Aulenti. Quello che colpisce è che i progetti premiati di Piano e Fuksas sono uno negli Stati Uniti e l'altro in Francia, probabilmente a confermare quanto sia difficile raggiungere la qualità architettonica nel nostro paese, almeno negli ultimi tempi, anche per due grandi come loro.

Tra i finalisti del premio ci sono molti dei progettisti italiani più quotati di oggi, più o meno giovani e più o meno affermati, sicuramente tutti con opere importanti. Tra questi ho letto con sorpresa il nome della Grasso Cannizzo, che però già riceverà come detto il premio alla carriera...
Che vinca il migliore!!