16 giugno 2014

accademia di Danimarca

Sembra quasi una provocazione, soprattutto se scritta in un blog come questo, intitolato Dov'è l'architettura italiana, ma è la verità; uno degli edifici contemporanei più belli di Roma, e con contemporaneo si intende realizzato negli ultimi 50-70 anni, è di un architetto danese.
Non si tratta di un edificio qualsiasi, ma dell'Accademia di Danimarca, dono dalla Fondazione Carlsberg, costruita su progetto dell'architetto Kay Fisker tra il 1962 e il 1967 nella zona di Valle Giulia nei pressi del laghetto di Villa Borghese, della Galleria Nazionale di Arte Moderna e della storica Facoltà di Architettura
Immagini dal pieghevole dell'Accademia Danese


Nel sito dell'Accademia si possono trovare anche le foto dell'inaugurazione, avvenuta con cerimonia solenne il 24 ottobre del 1967, che io ho raccolto e riproposto qui sotto, per dovere di cronaca, ma soprattutto per rendersi conto di quanto sia cambiato il mondo in questi "pochi" anni, cosa piuttosto evidente sia dall'abbigliamento delle persone che dal modo di progettare e costruire gli edifici...

Immagini dell'inaugurazione dal sito dell'Accademia
Irene De Guttry nella sua guida di Roma ha inserito l’edificio solo nell’indice tra le opere di Luciano Rubino, citato quindi come co-progettista, mentre Piero Ostilio Rossi gli ha giustamente dedicato una scheda, in cui però non ha minimamente accennato alla partecipazione di Rubino al progetto. Anche l'interessante sito archidiap ha dedicato una pagina all'edificio, con disegni e foto.

Immagini da archidiap e dalla Guida di Roma di P.O.Rossi


Ho avuto modo di entrare all’Accademia in occasione di un concerto di un gruppo di giovani musicisti classici danesi, che si è tenuto nella piccola ed elegante sala-auditorium, situata sotto la corte principale al piano più basso dell’edificio e caratterizzata dal bianco delle pareti e del soffitto attrezzato e dal bel legno del pavimento. 
Vi si  accede direttamente dalla prima rampa della lunga scalinata esterna e una volta entrati ci si trova di fronte un piccolo cortile con una scultura contemporanea in travertino e sulla destra l’ingresso con il corridoio di distribuzione che, attraversato l'edificio, conduce ad un patio di forma allungata su cui affacciano tutte gli ambienti del livello inferiore

Vedute degli spazi comuni esterni
Anche l’interno è caratterizzato dalla ricchezza dei materiali, i mattoni per il rivestimento, il legno per le porte e gli infissi esterni, e dei dettagli architettonici, che dimostrano una particolare attenzione al progetto e una sensibilità non comune. 
L’edificio, pur nella sua solidità data dalla purezza geometrica dei volumi e dall’utilizzo piuttosto ampio di un materiale “pesante” come il mattone, ha un’articolazione che lo alleggerisce e lo rende ricco di prospettive diverse e frammentate. 

Vedute generali dell'edificio dal lato di Via Omero
E’ composto infatti da tre blocchi principali di diverse dimensioni ed altezze, posizionati in maniera non simmetrica intorno ad un cortile, molto sopraelevato rispetto alla quota stradale, al quale si accede attraverso una lunga scalinata a forma di “z”, composta da tre rampe. 
Risulta piuttosto evidente la lezione scandinava sia nell’importanza data alla creazione di spazi esterni comuni, che nell’attenzione data all'uso dei materiali e dei colori naturali, sempre in armonia con il verde, fondamentali per la qualità complessiva dell’edificio.

Dettagli dell'edificio quasi interamente rivestito in mattoni
La bella scalinata che conduce al cortile principale, quasi interamente rivestita e pavimentata in mattoni, oltre a condurre lentamente verso il cuore dell’edificio, offre allo stesso tempo una panoramica notevole sui dintorni, dalle vicine Accademie di Svezia e di Romania a tutto il complesso di Valle Giulia e al di sopra del verde rigoglioso si può scorgere il rosso pompeiano della Facoltà di architettura di Del Debbio, che si trova proprio di fronte . 

Vedute dalla scalinata che conduce al cortile
L’Accademia di Danimarca si trova proprio in fondo a Via Omero, piccola strada quasi in quota con il laghetto di Villa Borghese, che forse si può chiamare la strada delle Accademie, visto che percorrendola si incontrano una dopo l'altra la egiziana, la olandese, la belga, la rumena e la svedese. Dall’altra parte rispetto all'avvallamento dove corre Viale delle Belle Arti, ci sono poi la British School e l’Istituto giapponese su Via Gramsci, mentre un po’ staccato nell'ultimo tratto di Viale Bruno Buozzi troviamo l’Istituto austriaco.

L'area di Valle Giulia e l'Accademia da Google Maps
La zona è senz’altro una delle più belle di Roma e se fossi un turista, e io che ci sono nato e ci vivo da sempre continuo ad esserlo, la inserirei sicuramente nei miei itinerari preferiti perché non è possibile perdere l’occasione di fare una passeggiata in un’area piena di verde tra Villa Giulia, Villa Borghese e la Galleria Nazionale di Arte Moderna.