9 dicembre 2013

palestra del foro italico

Anche io, come molti altri, ho approfittato della giornata Open House di Roma del maggio 2013 per vedere un po' di cose nella mia città e la prima è stata proprio la Palestra del Foro Italico.

Nel 1936 l’architetto Luigi Moretti, con felicissima ispirazione, disegna uno degli ambienti più belli e significativi realizzati nel complesso dell’allora Foro Mussolini: la Palestra del Duce. La sala, di forma rettangolare, si trova nell’edificio delle Terme ed è un ambiente di grande eleganza e suggestione, che merita uno sguardo attento per essere apprezzato in tutto il suo pregio... 
...Moretti delimita lo spazio della sala con due setti marmorei, ortogonali tra loro, separando così la zona per le esercitazioni da quella destinata ai servizi. Il pavimento della pedana per l’allenamento è realizzato in linoleum sughero verde intenso, mentre il materiale usato per i due ambulacri laterali, per i due setti marmorei e per le pareti è il marmo paonazzetto bianco e nero...  
...I mosaici. Policromi i pavimentali, a tessere bianche e nere quelli parietali, sono stati tutti realizzati su cartoni di Gino Severini. Per il pavimento dell’ingresso l’artista disegna un mosaico policromo a tessere bianche, nere e rosso verona...  
 (Paolo Pedinelli: La Palestra del Duce al Foro Mussolini)


La palestra è bellissima, di un’eleganza rara, che non ti aspetti in un'opera italiana moderna  e lo dico con una punta di amarezza, perchè dipende quasi esclusivamente dalla sua poca visibilità e valorizzazione, almeno all'interno dei nostri confini, come ho scritto in Spagna e Italia così vicine così lontane, non certo dalle sue qualità indiscutibili.
Peccato davvero che sia stata così manomessa, non solo per il fatto di aver perso la sua funzione originaria, oggi infatti è uno spazio congressi, ma soprattutto per ignoranza e disinteresse, due aspetti spesso piuttosto legati tra di loro. 
La pedana in legno rivestita in moquette rossa, che ospita la platea con le sedie, oltre a coprire il pavimento originale, banalizza la divisione funzionale degli spazi e rinnega/annega la misura del basamento dei muri, che è la stessa dello spessore e infatti crea un quadrato di base sul profilo.
In questa nuova conformazione i muri liberi, bellissimi nel loro rivestimento in marmo molto "espressivo", perdono molta della loro leggerezza, perchè lo scuro creato dal cambio di spessore è quasi completamente assorbito nella pedana.
Come al solito quindi non ci si rende conto dei tesori che si hanno dentro casa, soprattutto se sono di epoca moderna. In un altro paese questo gioiello architettonico avrebbe un trattamento molto diverso e non dovrebbe essere difficile reperire i fondi per riportarlo allo stato originale, perchè resterebbe perfettamente compatibile con la sua nuova funzione.