21 ottobre 2016

Via Guido Reni

Provate ad immaginare un asse urbano che unisce un auditorium contemporaneo costruito su progetto di uno degli studi internazionali più quotati, quello di Renzo Piano, con uno dei complessi sportivi più belli del XX secolo, sia dal punto di vista architettonico che dell'inserimento paesaggistico, il Foro Italico, che ospita anche capolavori dell'architettura moderna come la casa delle armi e la palestra progettate da Lugi Moretti. 

Il Palazzetto dello Sport

Circa un chilometro e mezzo di strada lungo la quale si possono ammirare anche il Villaggio Olimpico, gioiello urbanistico costruito per gli atleti delle Olimpiadi del 1960 e poi divenuto quartiere per dipendenti pubblici, il Palazzetto dello Sport di Nervi e Vitellozzi, realizzato sempre per le Olimpiadi del 1960 e da qualche anno per fortuna riutilizzato per il basket, il museo Maxxi di arte e architettura contemporanee realizzato su progetto di Zaha Hadid e infine il ponte della Musica di Buro Happold che attraversa il Tevere grazie al sostegno di due grandi archi inclinati in acciaio bianchissimi per condurci sotto le pendici di Monte Mario.

Il MAXXI

Non è esagerato affermare che si tratta di uno degli assi più interessanti della città di Roma, su cui infatti l'amministrazione ha puntato già da tempo per un futuro sviluppo
Il recente concorso per il Progetto Flaminio ha riportato, purtroppo per breve tempo, l'attenzione sull'area delle caserme ormai in dismissione. 
A suo tempo anche l'Agenzia Spaziale, poi dirottata a Tor Vergata, doveva sorgere qui.
Il ponte, oggi esclusivamente pedonale e ciclabile, è stato concepito anche per essere attraversato dai mezzi pubblici e si parlava infatti di una linea di tram che nel frattempo sembra essersi persa insieme alle ambizioni della nostra città.
Il Ponte della Musica
Se poi questo non bastasse, la strada si trova in un quartiere ricco di altre architetture interessanti e meno note, soprattutto residenziali, che ho già descritto e raccontato qui, dotato anche di una certa varietà funzionale grazie ai molti uffici, agli impianti sportivi e al verde, al mercato coperto e ad una discreta dotazione commerciale.
I valori immobiliari insomma non lasciano a desiderare, basti pensare alla famosissima e ambitissima "Piccola Londra" o a Villa Riccio nei paraggi, a Ponte Milvio a 10 minuti di cammino e soprattutto alla vicinanza di Piazza del Popolo facilmente raggiungibile grazie al comodissimo tram o con una piacevole passeggiata di un paio di chilometri su Via Flaminia.


La casa della scherma
Considerate insomma tutte le qualità urbane della zona, sarebbe normale aspettarsi che via Guido Reni sia già una bella passeggiata ampia e alberata, punteggiata com'è da poli culturali e servizi di quartiere, in attesa di diventare, speriamo presto, un asse urbano di importanza primaria una volta che l'area delle ex caserme venga rigenerata e inserita nella città. 
Soprattutto perchè si tratta di una zona semi centrale, quindi con quella densità urbana giusta per far sentire in città, ma dotata allo stesso tempo di spazi ampi e di qualità paesaggistiche invidiabili, da una parte Villa Glori e dall'altra il Tevere e le pendici di Monte Mario.


Ideale insomma per entrare a far parte di quegli itinerari urbani ricercati da cittadini curiosi e da turisti che non si limitano alle solite bellezze storiche e cercano una Roma più contemporanea.

 

Invece oggi la parte centrale della strada che unisce idealmente l'auditorium con il Foro Italico è semplicemente e banalmente un parcheggio, una selva ininterrotta di auto in sosta che va dall'incrocio con Via Flaminia fino al termine della strada a Piazza Gentile da Fabriano. 
Una specie di beffa per chi ama camminare, suggellata dal fatto che una volta arrivati a Piazza Gentile da Fabriano, dopo aver percorso marciepiedi stretti, bui e dissestati, non è neppure previsto un attraversamento pedonale centrale per raggiungere il ponte, ma si è costretti a un doppio attraversamento laterale estenuante e inspiegabile, che infatti molti ignorano attraversando direttamente con grande pericolo vista la velocità delle auto. 

Verso il Ponte della Musica

Si tratta insomma di una deliberata negazione di ogni possibile vita di quartiere legata al camminare, azione che invece per motivi di salute fisica e mentale viene riscoperta in moltissime città che in maniera quasi prepotente cercano sempre di più di riconquistare gli spazi ceduti nel tempo alle auto in sosta che hanno contribuito a distruggere la vita delle nostre città.
Non sarebbe molto più bello creare un percorso centrale dall'auditorium fino al Ponte della Musica? Si potrebbe ridistribuire la sosta sui lati e ricavarne anche su Via de Coubertin dove c'è anche un grande parcheggio spesso semivuoto, come quelli dell'auditorium del resto, per non parlare degli enormi spazi liberi del Villaggio Olimpico. Non sembra insomma che manchino posti auto nella zona da giustificare una tale massiccia occupazione della strada. Non mi parlate poi di standard urbanistici perchè quelli sui parcheggi pubblici hanno contribuito allo scempio di oggi.
Sarebbe un piccolo sacrificio, ma porterebbe una ventata nuova e sono sicuro che in poco tempo diventerebbe una delle passeggiate più frequentate della Capitale.