24 giugno 2013

90 anni di professione "ordinata"

Novant’anni di Architettura

GLI ARCHITETTI FESTEGGIANO 90 ANNI DI PROFESSIONE “ORDINATA” 

Tutela del titolo e dell'esercizio professionale degli ingegneri e degli architetti Legge 24 giugno 1923, n. 1395
Il 24 giugno 1923 veniva approvata la legge sulla «Tutela del titolo e dell’esercizio professionale degli architetti», riconoscimento fondamentale per garantire ai cittadini italiani che l’architettura fosse esercitata da persone che ne avessero la cultura e la competenza tecnica e che rispettassero principi etici nei rapporti con la società e con il committente.
Nell’occasione saranno presentate due nuove iniziative connesse alla Festa: una consultazione, aperta a tutti gli iscritti agli Ordini italiani degli Architetti per l’attribuzione del Premio Architetto Italiano 2013 e la selezione dei concorrenti al Premio al miglior Giovane talento dell’architettura italiana 2013.
Non si è trattato proprio di una festa, ma più di un incontro "istituzionale", con gli interventi dei ministri Orlando (ambiente) e Bray (beni culturali), della Melandri, della Guccione e di Freyre.

Inevitabile è stato soffermarsi sulla crisi attuale della figura dell'architetto, specialmente in Italia, in cui si vive una condizione frustrante perchè, nonostante una nutrita legislazione in materia, la realizzazione delle opere pubbliche e la progettazione sembrano vivere su due binari paralleli, raramente destinati ad incontrarsi in maniera proficua. 

Santilli del sole 24ore si è soffermato proprio su questo nel suo intervento, sull'incapacità dimostrata dall'Italia nel mettere veramente il progetto al centro del procedimento di realizzazione delle opere pubbliche, nonostante i numerosi tentativi legislativi fatti dal 1994 ad oggi. 
Anche la bella iniziativa del piano città infatti non è riuscita a valorizzare la qualità dei progetti, concentrandosi soprattutto sulla "cantierabilità".

Del resto se a qualcuno dovesse mancare lo spirito di osservazione, gli basterà farsi un giro su un qualsiasi portale di architettura per vedere la differenza tra la qualità delle opere pubbliche realizzate in Olanda, Spagna, Portogallo, Svizzera, Gran Bretagna ecc... e quelle italiane.

Cino Zucchi, uno dei pochi progettisti italiani bravi e riconosciuti a livello internazionale, dopo aver citato Gio Ponti, il quale sosteneva che il paesaggio italiano è per metà opera dell'uomo e per metà dell'architetto, ha giustamente sottolineato che bisognerebbe chiarirsi sulla figura dell'architetto: è uno dei tanti tecnici specialisti o il coordinatore di tutto il progetto?

Pippo Ciorra, curatore delle mostre di architettura del MAXXI, con la sua immancabile verve polemica, ha evidenziato la difficoltà degli architetti italiani nel passare dalla professione clientelare-politica a quella del mercato e del confronto con i suoi fruitori. 
L'eredità di questa distorsione della professione è una serie di edifici simbolo inutilizzati o mal sopportati, che oggi più che mai richiedono operazioni di riuso e riappropriazione.

Leopoldo Freyre (CNA) e Paolo Buzzetti (ANCE) sono "alleati" già da un paio d'anni nel tentativo di rilanciare il mercato edilizio (11.000 imprese edili chiuse - 23% degli architetti senza lavoro), insieme a Legambiente (!!).  
Buzzetti ha evidenziato con intelligenza la difficoltà della professione di architetto in Italia, di fronte ad un paesaggio così bello e al confronto con architetture del passato così "ingombranti", con ritardi costanti nell'iter progettuale che portano a realizzare opere già vecchie e con normative ambigue e vincolanti che rendono spesso difficili operazioni elementari.
Freyre ha ribadito l'importanza di ritornare a mettere al centro del dibattito e della professione la casa e lo spazio pubblico, per reinterpretare meglio i luoghi della vita delle persone.

Speriamo che questa "festa" sia l'inizio di una stagione migliore per gli architetti e per il territorio italiano, che ha estremo bisogno di interventi ben progettati e ben realizzati.