20 maggio 2013

mi occupo di altro

Di regola per gli architetti l’attività di progettazione architettonica di edifici è quella che genera il fatturato maggiore, rappresentando infatti in media il 50% del volume d’affari degli architetti europei. Tuttavia le stime europee indicano nella contabilità dei fatturati degli architetti italiani, una delle percentuali più basse, un imbarazzante 43%, contro il 57% della Germania, il 65% della Francia, il 63% del Regno Unito, il 52% della Spagna (vedi grafico sotto).

Nel nostro paese l’attività di progettazione è andata progressivamente calando, in favore di attività specialistiche tecnico-burocratiche (redazione capitolati, perizie estimative, collaudi, sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc.) o legate ad aree più innovative (certificazioni energetiche e studi di project financing), che rientrano in una voce altro al 21% (Rapporto CRESME 2013).
Mi sembra però che, anche in presenza di questa grande specializzazione delle figure professionali e della incredibile spinta innovatrice delle nuove professioni, la maggior parte delle volte gli spazi urbani e le architetture realizzate negli ultimi anni, sono di bassa qualità generale, poco innovativi e con evidenti problemi di gestione o come si dice di "management".

Insomma oggi di fronte alla classica domanda: sei architetto, di cosa ti occupi, di interni? 
noi architetti italiani non abbiamo più problemi o esitazioni a rispondere: mi occupo di altro.