27 luglio 2013

il lato positivo

Assistendo alla presentazione del libro Città Giardino Aniene ho notato da parte degli autori una certa insistenza, riscontrata anche nel libro stesso soprattutto con il catalogo finale, nel sottolineare quanto sia consistente il numero di villini conservati ancora oggi.
Perchè meravigliarsi visto che la "letteratura" su Roma Moderna, che va dal taglio storico a quello della guida e il cui capostipite è il grande Italo Insolera, in genere non ha reso molta giustizia al quartiere, dando risalto soprattutto a quello che si è perso, alle sostituzioni, ma poco alla conservazione quasi totale dell'impianto viario e di moltissimi villini dell'epoca?
Il lato positivo - Silver Linings Playbook, uno dei film più belli, divertenti e istruttivi degli ultimi tempi rappresenta bene l'idea che le cose vanno viste con ottimismo, cercando sempre la parte migliore, perchè così facendo sarà proprio quella ad emergere. 

[…] Oggi i villini sono quasi tutti scomparsi, sostituiti da palazzine che hanno riempito anche l'area dei giardini originali cambiando completamente l'aspetto di Monte Sacro: la struttura viaria, i servizi sono rimasti invece quelli dimensionati quarant'anni fa per cinquecento villini, cioè all'incirca tremila appartamenti […] (Italo Insolera - Roma Moderna, 1993)
Ha ragione Insolera a dire che la struttura viaria è rimasta quella originaria, ma mi verrebbe da dire: meno male!! perchè è l'elemento di maggiore qualità del quartiere. Aggiungerò anche che gran parte dei quartieri di edilizia pubblica realizzati a Roma negli anni '70 e '80 hanno una struttura viaria più che adeguata, ma sono completamente privi di quel senso di città che nonostante tutto città giardino mantiene bene ancora oggi.

 
[…] Oggi la struttura del quartiere appare molto modificata. Grazie alle nuove norme sulla costruzione dei villini contenute nel Piano del 1931, una parte cospicua delle case è stata, nel corso degli anni, demolita e ricostruita per sfruttare, in termini di cubatura, le più favorevoli condizioni. All'immagine di un "aggruppamento irregolare di casette e villini, di alberi, di terrazze e di vie", si è ormai sostituita quella, più densa e compatta, di un quartiere prevalentemente costituito di palazzine […] (Piero Ostilio Rossi - Roma, Guida all'architettura moderna 1909-2011)
In realtà passeggiando per il quartiere, l'immagine è quella di un edificato misto, in cui però la forte presenza di villini e di spazi a scala umana contribuisce a renderlo ancora oggi uno degli esempi migliori di urbanistica romana. Altro elemento da evidenziare a questo proposito su Roma è che, a parte esempi isolati, solo i quartieri nati e cresciuti in continuità con i tessuti storici sono oggi in grado di integrarsi con la città e non hanno bisogno di interventi di riqualificazione.

[…] La Garbatella ha conservato tutt'oggi la sua fisionomia originaria mentre della "Città Giardino Aniene" a Monte Sacro non resta che la piazza centrale: i villini sono stati sostituiti da palazzine o da edifici intensivi […] (Irene de Guttry, Guida di Roma Moderna, 2001, agg. 2006)
La piazza centrale paradossalmente è proprio il luogo in cui è più evidente la perdita di significato dello spazio; concepita originariamente come una piazza civica e religiosa, oggi è ridotta a parcheggio, capolinea degli autobus e snodo di un traffico molto intenso. 
La verità è che il carattere di città giardino è ancora oggi evidente in moltissime sue parti non attraversate dal grande traffico ed è possibile passeggiarci con piacere per apprezzare l'idea originaria di un edilizia a scala umana inserita nel verde.

Giorgio Muratore nel suo Roma: Guida All'architettura e Vittorio Vidotto in Roma Contemporanea sono stati molto più misurati nel giudizio e nel racconto del quartiere.