7 ottobre 2011

architetti e burocrazia

Non è certamente facile capire a fondo i motivi per cui si è venuta a creare questa situazione così critica, già analizzata peraltro da fior di architetti e teorici sin dagli anni '80.
La mia intenzione quindi non è certamente quella di elaborare teorie sulla filosofia o sui linguaggi architettonici contemporanei, anche se ammetto che la cosa potrebbe essere interessante.
Mi sembra però che non sia proprio questo il nocciolo della questione, ma piuttosto che si tratti di altro e soprattutto di aspetti più pratici e concreti legati alla professione dell'architetto in Italia.
Le cause principali degli scarsi risultati qualitativi delle costruzioni e della profonda insoddisfazione di gran parte degli architetti italiani (sempre dal rapporto CRESME 2011, in Europa sono più "insoddisfatti" di noi solo belgi, irlandesi, croati e sloveni e tutti gli altri sono sopra di noi...) sono molto difficili da individuare.
Credo però che ci siano almeno un paio di aspetti determinanti:
- l'individualismo spiccato che rende difficile l'aggregazione dei professionisti, creando un sistema di piccoli studi, troppo deboli per il mercato di oggi. L'impressione è che in questo modo si sprechino moltissime energie in una concorrenza "drammatica" quanto sterile, utile magari per riuscire a realizzare la pavimentazione di una piazza, mentre le grandi società di ingegneria e non si sa bene chi altro, realizzano gran parte delle cubature disponibili.
- la burocrazia e l'enorme quantità di leggi, leggine e regolamenti in continuo cambiamento, ma mai in nome della semplificazione e della sintesi. L'architetto quindi è continuamente "minacciato" da adempimenti burocratici che occupano buona parte del suo tempo a scapito della qualità del progetto. Non mi sembra poi che il continuo legiferare in materia edilizia degli ultimi 20 anni abbia portato grande qualità nell'edilizia delle nostre città. La domanda allora è: a che scopo legiferare se non si migliora la situazione? Abbiamo bisogno di meno leggi, che siano più chiare e anche più severe, ma con l'obiettivo di migliorare.